Ciao Luca De Filippo, salutaci a papà.
- 27 nov 2015
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Ciao Lucariè, salutaci a papà, e digli che quest'anno il Natale non si presenta per niente come Iddio comanda...Te ne sei andato in punta di piedi. Così come eri vissuto.
Avevi fatto il tuo esordio in teatro a soli otto anni nei panni di “Peppiniello”, ma poi eri sparito.
Avevi assorbito per anni, come una spugna, l'arte paterna, e quando eri entrato in compagnia l'avevi fatto col nome di Luca Della Porta.
Proprio per non dare a vedere che eri un predestinato, un figlio di papà.
Ricordo un intervista del tuo grande papà, in cui diceva che tu eri vissuto “nel gelo”. Forse per temprarti come uomo e come artista. Sicuramente sei stato l'opera migliore di Eduardo, “il suo capolavoro più riuscito”. E certamente sarebbe stato orgoglioso di come hai portato avanti la sua eredità artistica.
Non sempre è facile confrontarsi con un grande padre. Ed il tuo è stato grandissimo. Senza nulla togliere a Dario Fo, forse anche Eduardo avrebbe meritato di vincere un Nobel per le sue opere teatrali. Adesso potrai recitare di nuovo con lui, ascoltando la musica di Pino e facendoti due risate alle battute del Principe, di zio Peppino e di Massimo.
Finalmente potrai mangiare di nuovo 'o zuppone di mammà, e magari potrai anche gustare i famosi antipasti della zia Titina. E non dimenticare di dire a papà che non è overo ca 'o presepio nun te piace. Sono certo che ne sarà contento.
Così come sono certo che anche quest'anno, come sempre, a Natale, rivedremo tutti "Natale in casa Cupiello", Solo che le lacrime cominceranno a spuntare fin dal primo atto Se apprezzi questo articolo per favore condividilo con tutti i tuoi amici, è il modo migliore per salutare Lucariè.

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