In morte di un maestro del Cinema
- 20 gen 2016
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Questo si che era un grande. Ironico e dissacrante. Forse non gli sarebbero neanche piaciute le tante inutili parole che gli saranno riservate (come stiamo facendo noi) in occasione della sua morte.
Assieme a Risi e Monicelli si può sicuramente considerare il padre di quella che risulta certamente riduttivo definire “commedia all'italiana”.
Ha dipinto l'Italia come era, com'è e come, forse, sarà. Altro che gli insulsi filmetti raffazzonati con una serie di schetch messi assieme e tenuti con lo sputo, che in questi giorni battono tutti i records di incasso in Italia.
Dispiace sapere che le nuove generazioni forse non avranno mai il privilegio di vedere film come “Una giornata particolare”, “C'eravamo tanto amati”, Brutti, sporchi e cattivi”, oppure il
magnifico “Maccheroni”.
Bisognerebbe adottarli come libri di testo. Proiettarli nelle scuole ed obbligare i ragazzi ad assistere alle proiezioni. Ne faremmo dei cittadini migliori.
Ho citato quelli che giustamente sono considerati, unanimemente, i suoi capolavori. Ma a me piace anche ricordare un film “minore”, che pochi conoscono, e dove un grandissimo Alberto Sordi alla fine non sopravvive. Un fatto eccezionale per Sordi. A memoria ricordo solo altri due film, “Il Vedovo” e “La grande guerra” (guarda caso dei già citati Risi e Monicelli), in cui l'Albertone nazionale, troppo scaramantico per concederlo ad un regista qualsiasi, accetta di rimetterci le penne alla fine del film.
Ma ne “La più bella serata della mia vita” si assiste alla metafora appunto della vita, dove un gruppo di uomini, in virtù di un passato prestigioso a giudicare gli altri, si arroga il diritto di decidere appunto sulla sorte dei suoi simili. Senza averne alcun diritto. Un film che consiglio a tutti di rivedere. Che solo una grande mente poteva partorire.
Proficua anche la collaborazione tra Ettore Scola e Massimo Troisi con ben tre film:
- Che ora è?
- Il viaggio di Capitan Fracassa
- Splendor
Addio maestro!!!

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